Comfort acustico in edilizia: materiali e sistemi per ridurre il rumore

comfort acustico

Comfort acustico e riduzione del rumore: cosa sapere prima di intervenire

Perché due edifici con lo stesso isolamento termico possono comportarsi in modo opposto rispetto al rumore? 

Il comfort acustico è la condizione di benessere percepita all’interno di un ambiente confinato quando il rumore, di qualsiasi origine, resta entro livelli che non disturbano le attività che vi si svolgono. Non dipende da un singolo materiale, ma dall’insieme di involucro, partizioni, solai, serramenti e impianti: è una prestazione di sistema, non di prodotto. 

Chi progetta o realizza interventi in edilizia lo sa bene. Un pacchetto murario può rispettare pienamente i requisiti termici e restare al di sotto delle soglie acustiche di legge, perché le due grandezze rispondono a logiche fisiche differenti. 

Vediamo quali sono i parametri da rispettare, quali materiali intervengono davvero sulla trasmissione del suono e quali errori compromettono il risultato in un cantiere. 

Che cos’è il comfort acustico e da cosa dipende in un edificio  

Il comfort acustico di un edificio nasce dall’equilibrio tra due fenomeni distinti, spesso confusi tra loro, che richiedono però materiali e strategie diverse: 

  • Fonoisolamento: capacità di una struttura di ostacolare il passaggio del suono da un ambiente all’altro. Dipende principalmente da massa, disaccoppiamento e continuità del pacchetto.
  • Fonoassorbimento: capacità di un materiale di dissipare l’energia sonora che lo colpisce, riducendo il riverbero all’interno dello stesso ambiente. Dipende da porosità e struttura cellulare. 

      Un pannello molto fonoassorbente non isola dal vicino di casa; un muro molto pesante non elimina l’eco in una sala riunioni. Il progetto acustico lavora sempre su entrambi i fronti, ma la priorità cambia in base all’obiettivo: isolare acusticamente una parete richiede un pacchetto diverso da quello che serve a controllare il riverbero di un ambiente.  

      Le sorgenti da controllare sono sostanzialmente tre:

      • Rumore aereo: voci, televisori, traffico. Si trasmette attraverso pareti divisorie, facciate e serramenti.
      • Rumore impattivo (da calpestio): passi, spostamento di arredi, cadute di oggetti. Si propaga per via strutturale attraverso solai e murature.
      • Rumore impiantistico: caldaie, ascensori, scarichi idraulici, unità di climatizzazione. È quello più sottovalutato in fase di progetto e il più costoso da correggere a opera finita. 

            A questi si aggiunge il riverbero interno, che incide sull’intelligibilità del parlato in scuole, uffici open space, mense e ambienti sanitari. 

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            Comfort acustico degli ambienti: cosa richiede la normativa italiana  

            Il riferimento principale resta il DPCM 5 dicembre 1997, che fissa i requisiti acustici passivi degli edifici. Il decreto non impone spessori né materiali: stabilisce invece le prestazioni minime di comfort acustico da verificare in opera. È la stessa logica prestazionale della direttiva per case green sul fronte energetico, dove conta il risultato misurato e non la ricetta costruttiva. 

            Sono quattro i parametri che determinano la conformità. I valori qui indicati sono quelli della categoria A, il riferimento per ogni intervento di isolamento acustico di una casa di cui primi due sono soglie minime, le altre soglie massime: 

            • R’w — potere fonoisolante apparente delle partizioni fra due unità immobiliari: almeno 50 dB.
            • D2m,nT,w — isolamento acustico di facciata: almeno 40 dB, che salgono a 48 dB nell’edilizia scolastica.
            • L’n,w — livello di rumore da calpestio dei solai: non oltre 63 dB, 55 dB negli uffici.
            • LASmax e LAeq — rumore degli impianti: 35 dB nelle abitazioni, 25 dB per gli impianti continui in ospedali e scuole. 

                  Accanto al decreto operano riferimenti che il progettista incontra sempre più spesso: la UNI 11367 per la classificazione acustica delle unità immobiliari, la UNI 11532 per il comfort acustico degli ambienti interni e i Criteri Ambientali Minimi, che richiamano le prestazioni acustiche negli appalti pubblici. 

                  Comfort acustico e poliuretano espanso, come scegliere i materiali 

                  Nessun prodotto garantisce da solo il comfort acustico: ogni materiale svolge una funzione precisa all’interno del pacchetto. 

                  MATERIALE  FUNZIONE PREVALENTE  ASPETTI DA VALUTARE 
                  Lana minerale (roccia o vetro)  Fonoassorbimento in intercapedine  Sensibile all’umidità, richiede protezione e posa accurata 
                  Poliuretano espanso a celle aperte, a spruzzo  Fonoassorbimento e riempimento continuo delle cavità  Va protetto dall’esposizione diretta e dalla radiazione UV 
                  Poliuretano espanso a celle chiuse  Isolamento termico e barriera al vapore  Contributo fonoassorbente limitato: va abbinato a strati massivi 
                  Strati massivi e membrane viscoelastiche  Fonoisolamento del rumore aereo  Efficaci solo se il sistema resta disaccoppiato 
                  Materassini resilienti anticalpestio  Controllo del rumore impattivo  Devono risvoltare su tutto il perimetro, senza interruzioni 

                  Tra i materiali presenti, il poliuretano espanso è quello che cambia comportamento in base alla struttura cellulare. Quello a celle aperte, applicato a spruzzo, lavora come fonoassorbente: la struttura porosa dissipa l’energia sonora e la continuità dello strato chiude i passaggi d’aria che veicolano il rumore. Per questo è indicato come isolante acustico per pareti interne nelle ristrutturazioni, dove il comfort acustico degli ambienti va recuperato senza rifare le partizioni. 

                  Quello a celle chiuse dà il meglio sul fronte termico, come mostra il confronto tra i materiali per la coibentazione termica. Sulle murature a cassetta, l’insufflaggio delle pareti perimetrali satura l’intercapedine senza demolizioni, con un guadagno sia termico sia acustico. 

                  5 errori che compromettono l’isolamento acustico di una casa  

                  Tra l’isolamento acustico calcolato e quello misurato in opera c’è quasi sempre uno scarto, e nasce dai dettagli di posa più che dai materiali. A monte di tutti c’è una scelta di metodo: dove lo stesso pacchetto assolve a entrambe le funzioni, come nell’isolamento del sottotetto abitabile, acustica e termica vanno progettate insieme. 

                  Ecco gli errori che compromettono più spesso il comfort acustico, negli interventi residenziali come nel terziario: 

                  1. Trascurare la trasmissione laterale. Il suono aggira la partizione passando per solai, pilastri e murature contigue. Senza il trattamento dei nodi, la parete più performante rende molto meno del previsto.
                  2. Lasciare ponti acustici in corrispondenza degli impianti. Scatole elettriche contrapposte, passaggi di tubazioni e cavedi non sigillati vanificano decine di decibel. La continuità dello strato isolante è determinante.
                  3. Puntare solo sulla massa. Raddoppiare la massa superficiale di una parete porta circa 6 dB di guadagno: molto meno di quanto si ottiene con un sistema stratificato massa-molla-massa correttamente disaccoppiato.
                  4. Dimenticare il calpestio nelle ristrutturazioni. Il massetto rigidamente collegato a muri e struttura trasmette ogni impatto ai locali sottostanti. Il materassino resiliente va risvoltato lungo tutto il perimetro.
                  5. Ignorare il riverbero interno. In ambienti a superfici dure il rumore generato all’interno resta e si somma. Introdurre superfici fonoassorbenti è spesso più efficace di aumentare l’isolamento verso l’esterno. 

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                          Migliorare il comfort acustico significa lavorare su continuità dello strato isolante e assenza di giunti: proprio ciò che i sistemi applicati a spruzzo garantiscono meglio dei materiali in lastra. 

                          Futura Europe sviluppa e distribuisce sistemi per l’isolamento termico e acustico in poliuretano espanso, poliurea e malte speciali, affiancando le imprese con materiali, macchinari per l’applicazione a spruzzo, supporto tecnico e formazione certificata. Sul fronte acustico: 

                          • il poliuretano espanso a spruzzo riempie intercapedini, sottotetti e strutture irregolari senza fessure residue;
                          • la poliurea riveste coperture metalliche e strutture industriali, dove lo strato continuo smorza vibrazioni e rumore indotto sulle lamiere. 

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                            Glossario tecnico per la lettura 

                            • Potere fonoisolante apparente (R’w). Capacità di una partizione di ridurre il rumore aereo fra due ambienti, misurata in opera e comprensiva della trasmissione laterale.
                            • Livello di rumore da calpestio (L’n,w). Rumore impattivo trasmesso da un solaio agli ambienti sottostanti: più il valore è basso, migliore è la prestazione.
                            • Fonoassorbimento. Attitudine di un materiale poroso a dissipare l’energia sonora, riducendo il riverbero nell’ambiente in cui è installato.
                            • Trasmissione laterale. Percorso indiretto del suono attraverso strutture contigue alla partizione, come solai, pilastri e murature ortogonali.
                            • Sistema massa-molla-massa. Stratificazione in cui due strati massivi sono separati da un elemento resiliente che disaccoppia le vibrazioni.
                            • Tempo di riverberazione. Tempo necessario perché il livello sonoro decada di 60 dB dopo lo spegnimento della sorgente. Incide sull’intelligibilità del parlato.